martedì 15 gennaio 2013

I lavavetri più spericolati del mondo




Secchio, straccio e tanto coraggio: sono gli strumenti di lavoro dei lavavetri del Burj Khalifa di Dubai, l'edificio più alto del mondo.





Come si puliscono le finestre del grattacielo più alto del mondo? Beh, con olio di gomito e tanto coraggio. In questo video della BBC un giornalista britannico si unisce alla squadra di pulitori di vetri del Burj Khalifa di Dubai: 828 metri di altezza per 160 piani di vetro e acciaio.
 «Abbiamo sempre paura» dice uno degli operai: la torre incute rispetto. Il timore è anche quello di lasciarsi sfuggire di mano uno degli attrezzi di lavoro, che cadendo da quell'altezza potrebbe causare danni ingenti.
 E poi c'è il vento, che a quelle quote può generare vortici così forti da scuotere pericolosamente non solo i pulitori, ma l'intero edificio, come viene spiegato nel video. La forma aerodinamica del Burj Khalifa, tutta curve e spigoli, è stata studiata proprio per ridurre al minimo l'impatto dell'aria sulla struttura.
 «Sembra incredibile che in un edificio così evoluto la pulizia delle finestre sia effettuata ancora a mano» commenta, un po' in affanno ma per nulla spaventato, il giornalista.
 Ma quanto tempo impiega il team a pulire tutte le 24.000 finestre dell'edificio? Circa 3 mesi: quando si è finito è ora di ricominciare da capo.

I televisori 3D sono già finiti nel dimenticatoio



Le tre dimensioni non hanno mai realmente sfondato!



Sono stati sulla cresta dell’onda per un anno e poco più. I televisori 3D, pubblicizzati a più non posso come il complemento necessario del tuo salotto, hanno già fatto il loro tempo. Ora, però, rischiano di lasciare il posto sugli scaffali a modelli ancora più avanzate e, magari, più funzionali.


R.I.P. - Che bello il 3D. Andiamo a vedere un film in 3D. Mamma mia che paura con ‘sti effetti 3D. Il 3D è morto. Ne danno il triste annuncio ecc., ecc., ecc. Se l’edizione 2013 del CES, seppur non al massimo delle sue potenzialità viste le prestigiose assenze, ci ha insegnato qualcosa è che le tre dimensioni hanno avuto il loro momento di gloria, ma ora sono tornate nell’angolino del grande palcoscenico hi-tech. Tutti i maggiori produttori di televisori, infatti, hanno preferito puntare su altre tecnologie (vedi l’OLED flessibile), dedicando poco, pochissimo tempo ai pannelli LCD che proiettano immagini tridimensinali.





Sollievo - La scomparsa quasi totale della tecnologia 3D dal palcoscenico televisivo sembra essere avvenuta nell’indifferenza dei più. Anzi, a volerla dire tutta, sembra quasi che gli stessi produttori di televisori siano più sollevati. Per non parlare dei giornalisti di settore. Tra chi ringrazia Samsung per non aver lanciato un nuovo modello 3D e chi ringrazia Sony per non aver nuovamente trasmesso un filmato tridimensionale, tutti si sono sentiti più leggeri a girare tra i padiglioni del CES. Anche perché avevano potuto lasciare a casa gli occhialini polarizzati.
Andy Warhol - Negli anni Settanta, il celebre esponente della pop-art profetizzò che ognuno, in futuro, avrebbe avuto 15 minuti di notorietà. Merito della televisore e dei nuovi mezzi di comunicazione di massa che, oltre a essere accessibili a tutti, davano a chiunque la possibilità di diventare in qualche modo protagonista. E il colmo è che questo “assioma” può applicarsi alla perfezione anche alla tecnologia 3D, esponente di punta dei mezzi di comunicazione di massa. Esattamente come un passante qualunque, anche questi schermi ultracostosi hanno avuto il loro, breve, momento di gloria per lasciare il campo a qualche parvenue della tecnologia.