Pareggiare 2-2 al
Camp Nou è sicuramente un bel risultato. Quasi una sorpresa, anche per il
Milan campione d'Italia. Ma i toni usati nel post-partita da addetti ai lavori e tifosi sembrano fin troppo entusiastici. Fanno bene i fan rossoneri a brindare per un
punticino insperato, ma quando compare la parola "impresa", forse si sta andando oltre. Soprattutto se si tiene conto dell'andamento della gara e del nome del Milan. Non proprio
l'Albinoleffe, con tutto il rispetto.
Un aspetto poi che in Italia non viene considerato è la storia recente del
Barça. Una squadra che tra settembre e ottobre non è nuova a pause quasi imbarazzanti. Stagione 2008-2009, la prima di Guardiola in panchina, dove vincerà praticamente tutto. Nelle prime due giornate di campionato il Barcellona dei fenomeni
collezionò due prestazioni
incredibilmente sottotono: sconfitta (1-0) a
Numancia, pari (1-1) interno al
Camp Nou con il
Racing Santander. Un punto e un gol dopo 180 minuti e critiche aspre a
Pep. Poi sappiamo come è finita.
Anche nel 2009-10 le cose non furono subito stellari. Il
Barça in
Champions pareggiò con l'Inter a San Siro, poi vinse con qualche patema in casa con la
Dinamo Kyev e a ottobre venne battuto al
Camp Nou per 2-1 dal
Rubin Kazan. E pure l'anno scorso non furono subito
goleade e vittorie in scioltezza. Al modesto
Hercules di
Trezeguet, poi retrocesso con giornate e giornate di anticipo, riuscì l'impresa (questa sì) di sbancare il mitico stadio
blaugrana con un secco 2-0. E che dire della fatica con la quale il
Barça sconfisse ai supplementari lo
Shakthar Donetsk in
Supercoppa europea, non senza un pizzico di fortuna?
Insomma, fermare il Barcellona è un grande risultato, che a volte riesce anche a piccole squadre, specialmente a inizio stagione. La vera impresa sarebbe un'altra: mettere sotto gli uomini di Guardiola dal punto di vista del gioco. Cosa che è riuscita solo a tratti ad alcuni. Ultimo il
Real Madrid di
Mourinho nel primo tempo dell'andata di
Supercoppa, dove però il
Barça era molto rimaneggiato. Resta invece difficile immaginare un Milan oggi in grado di farlo.